Sulla Strada della Mediocrità

Auguro a me stesso e a tutti voi una settimana mediocrity -free!

"Along the way, we settle.

We settle for something not quite right, or an outfit that isn’t our best look, or a job that doesn’t quite maximize our talents. We settle for relationships that don’t give us joy, or a website that’s, "good enough."

The only way to get mediocre is one step at a time.

You don’t have to settle. It’s a choice you get to make every day."

 

dal blog di Seth Godin

Come sfruttare la “Pausa Internet” in ufficio

 

 Il lavoro da impiegato può essere molto alienante: ore ed ore incollato al monitor , spesso   a compiere  mansioni che poco o nulla hanno a che fare con i tuoi talenti e le tue passioni.

Ma il lavoro da impiegato offre anche un enorme opportunità per chi sa capire e sfruttare lo strumento. Sto parlando di INTERNET.

Una recente ricerca dell’Università di Melbourne ha dimostrato che gli impiegati che utilizzano internet per motivi privati durante l’orario di lavoro sono più produttivi dei colleghi che invece rimangono incollati allo sterile gestionale aziendale per otto ore di seguito.

La ricerca dice che 7 impiegati su 10 usano internet per scopi personali, ma la cosa più interessante è come viene utilizzato questo tempo:

In testa ci sono social network (Facebook e co.), Youtube, ricerche su prodotti che vorrebbero acquistare, notizie e giochi on line.

Mi pare che i colleghi australiani non siano poi tanto diversi da noi. Ci aggiungerei il meteo, l’oroscopo e la gazzetta.

Se hai già visto il mio video-bonus (se non lo hai fatto ti basta compilare i campi nella pagina in alto a destra) sai che considero Internet il migliore strumento oggi disponibile per realizzare i propri obiettivi personali e professionali.

  • Vuoi diventare nel giro di pochi mesi più competente del 90% della popolazione nel campo che ti appassiona e che rispecchia i tuoi talenti?
  • Vuoi sfruttare queste competenze per aprire una tua attività in proprio, magari iniziando nel tempo libero?

Oggi PUOI fare tutto questo.

Attenzione non sto parlando di guadagnare con internet , sto parlando di sfruttare le potenzialità di internet per acquisire informazioni specifiche su un argomento, aggiornate e in continua evoluzione e per creare contatti con persone che condividono i tuoi stessi interessi e che magari hanno le informazioni di cui hai bisogno.

Nel suo ultimo libro "Io società a responsabilità limitata" , il grande Sebastiano Zanolli individua tre elementi essenziali per realizzare i propri obiettivi :

•    Talento,
•    Passione,
•    Costanza.

Il talento e la passione sono già dentro di te. Devi solo cercarli nascosti sotto a strati di "se" e di "ma".

La costanza la ottieni anche grazie alle abitudini.

E la tua nuova abitudine, se vuoi, da oggi sarà quella di lasciare perdere le vecchie fidanzate su facebook, i video su youtube e l’oroscopo, e utilizzare quel tempo di "pausa internet" che tutti i giorni ti concedi al lavoro, per aggiungere un mattone alla volta alla costruzione della tua competenza specifica che hai deciso essere importante per i tuoi obiettivi.

Personalmente utilizzo questo sistema da molto tempo (affiancato allo studio durante il mio tempo libero). I risultati? Nel giro di qualche mese ho acquisito un’enorme quantità di informazioni e competenze riguardo la mia nuova passione, e sto mettendo in pratica le nozioni con un progetto che ho presentato alla mia azienda ed un progetto mio personale che per ora è solo nella mia testa.


Nel prossimo post ti racconterò quali strumenti utilizzare per sfruttare al massimo la "pausa internet" e se ti interessa, qualcosa in più sul mio personale progetto.

E tu come utilizzi le tue "pause internet" in ufficio?

Vorrei Cambiare Lavoro, e la Crisi ?

Cambiare lavoro in tempo di crisi è un argomento che ho già affrontato ma che voglio approfondire da un nuovo punto di vista.

In questi giorni, l’argomento di conversazione più gettonato tra amici e colleghi di lavoro, riguarda la crisi economica e l’impatto che sta avendo sulle aziende. In queste conversazioni , tra analisi intelligenti  e qualche luogo comune, noto spesso una sorta di rassegnazione e forse una vena di celato vittimismo.
I sacrosanti motivi di preoccupazione per il futuro sono tangibili da tutti. Ogni giorno nell’azienda in cui lavoro arrivano decine di curriculum di persone che nella maggior parte dei casi ha perso il posto di lavoro negli ultimi tre mesi ( e ti scrivo dal laborioso nord-est).
Ho l’idea però, che in molti casi il fantasma della (concreta) crisi economica, sia utilizzato come alibi per giustificare a se stessi l’incapacità a migliorare la qualità della vita. E’ più facile fare le vittime, dare la colpa alla Lehman Brothers, e come l’impiegato rana continuare a bollire nella propria acqua calda, perché "tanto c’è crisi" e allora è meglio "tenersi stretta la propria poltrona" per quanto scomoda essa sia ed "aspettare tempi migliori."

Guarda questo video e vedi un po’ se ti riconosci.

Se ti sei riconosciuto nei protagonisti del video, forse è ora di mettersi in azione.

Oggi esiste uno strumento eccezionale come internet che ti da la possibilità di entrare in contatto e stringere relazioni con persone che possono essere preziose per il tuo scopo. A questo proposito ti segnalo un ebook appena pubblicato, scritto dal fondatore del portale Jobcrawler, in cui viene spiegato passo-passo come sfruttare al meglio la potenzialità dei social network per entrare in contatto con le persone giuste. Oltre alla sezione dedicata ad internet, questo prezioso ebook , insegna regole avanzate ed aggiornate per scrivere un curriculum efficace, affrontare al meglio un colloquio, cercare lavoro anche offline nelle aziende locali. Insomma non il solito manualetto ma uno strumento scritto da un professionista del settore impiegatizio, aggiornato ed adattato alla situazione attuale. L’ebook si intitola "Cambio lavoro con un click".

E per rinfrancarti un po’ lo spirito dai un’occhiata di tanto in tanto alla sezione Qui si assume del Sole 24 ore, scoprirai che esistono aziende italiane che guardano avanti con passione e coraggio e magari potresti trovare la tua opportunità.
 

Il grande salto dell’Impiegato Rana

Hai mai sentito la storia della rana bollita?

E’ un’antica storia che dice che se immergi una rana in una pentola con acqua fredda e accendi il fuoco, la rana lentamente, senza accorgesene, finisce bollita. Se invece, butti la rana nella pentola con acqua bollente, la rana salta fuori immediatamente.

Per quanto l’immagine della rana bollita sia racapricciante, trovo questo aneddoto molto illuminante nella sua semplicità, e molto affine alla condizione lavorativa di molti impiegati.

Provo ad avventurarmi in un parallelo rana-impiegato e pentola-ufficio partendo da una cosa strana che mi succede quando vado al cinema.

Non so se ti è mai capitato, nel bel mezzo di un appassionante film, di estraniarti per qualche istante dalla storia ed osservare invece le facce e le espressioni delle altre persone in sala. Oltre a rischiare di prenderti del pazzo maniaco, puoi provare una sensazione molto strana, in quel momento tu stai vivendo in una dimensione diversa da tutti gli altri, sei lucido, cosciente, presente a te stesso.

Ora ti propongo lo stesso "esperimento", da fare però in ufficio.

Quindi alzati dalla sedia, gironzola un po’ per il corridoio e osserva (con discrezione) i tuoi colleghi assorti nel loro lavoro. Dimentica per un attimo dove ti trovi e limitati a guardare il loro comportamento. Vedrai persone con il viso incollato ad un monitor a battere le dita su una tastiera, altre al telefono in posizioni degne di un contorsionista, altre camminare nervose con pacchi di carte in mano, vedrai qualche viso sereno e impegnato altri visi annoiati, arrabbiati, preoccupati, tesi.

Quante rane bollite hai visto? Quante persone che stanno lentamente bollendo nell’acqua della quotidianità omologata fatta di burocrazia aziendale, mansioni irrilevanti, rapporti sterili e mediocri orizzonti?  E l’entusiasmo ? La passione? La voglia di fare qualcosa di importante?

Ora prova a chiederti come stai vivendo il tuo lavoro e cosa potresti fare ora per migliorare.

Facendo questo "esperimento" diverse volte negli ultimi tempi mi sono accorto che spesso l’acqua della mia pentola-ufficio era bollente, ma non me ne ero reso conto prima.

Mi auguro che anche tu possa scottarti, e come la rana, fare il grande salto.

 

P.S. Fammi sapere com’è andato l’esperimento!

 

Cambiare lavoro in tempo di crisi

Ho ricevuto diverse email da amici lettori che dopo aver visto il mio video-bonus, (per riceverlo compila il form a destra) mi fanno notare che oggi migliorare la propria posizione professionale cambiando lavoro e proponendosi ad una nuova azienda ,non è facile considerato il periodo di crisi economica globale.

Provo a dare la mia personale visione.

Anzitutto se ti stai chiedendo se devi cambiare lavoro la risposta è probabilmente si.

Nel momento in cui ti chiedi se è ora di cambiare, hai già la risposta dentro di te. L’importante è che identifichi bene i motivi per cui vuoi cambiare. Se le cause della tua insoddisfazione dipendono principalmente da te, non aspettarti che la situazione cambi in un’ altra azienda.

Un punto di vista nuovo per cambiare nonostante la crisi.

Rischiando di generalizzare un po’, penso che in tempo di crisi si possano notare le differenze tra aziende dinamiche e aziende statiche. Le aziende dinamiche, quelle guidate da persone illuminate, quelle a cui tutti dovremmo aspirare, in tempi difficili si attivano, cercano nuove soluzioni, nuove idee e sbocchi commerciali. Per fare questo devono investire anche in personale nuovo o magari rimpiazzare quello vecchio che non segue l’onda del rinnovamento.

Dimostra di essere un ottimo investimento per la tua nuova azienda.

Di sicuro ora più che in passato le aziende cercano di ottimizzare l’investimento, puntando su persone con preparazione specifica, che hanno le idee chiare sui propri obiettivi e dimostrano elasticità mentale. Per questo motivo oggi non puoi più permetterti di improvvisare nella ricerca di un nuovo lavoro.E per questo motivo diventa  importante definire in quale area del tuo lavoro una maggiore competenza comporti un maggiore successo. Un ottimo sistema per acquisire queste competenze a partire da oggi stesso le trovi proprio nel video scaricabile compilando il form a destra.

Gli strumenti giusti per il lavoro giusto.

Per muoversi in modo efficace nel mercato del lavoro oggi, non è più sufficiente leggere annunci sul giornale o iscriversi a database di agenzie interinali o spedire centinaia di curriculum a generici indirizzi email . E’ necessaria una preparazione specifica per essere vincenti. Purtoppo la scuola non ci ha insegnato come fare ad entrare nel mondo del lavoro. Quasi si trattasse di fortuna , di qualcosa che ti piove dal cielo.

Recentemente ho avuto la fortuna di trovare due strumenti, un ebook ed un videocorso che hanno colmato questa lacuna. Due corsi che in modo diverso ti insegnano davvero a focalizzarti verso il lavoro che fa per te e ti danno tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie oggi per fare la differenza in mezzo ad un esercito di aspiranti candidati.

Ti consiglio di dare un occhiata ad entrambi per capire quale fa al caso tuo. Sono due risorse sullo stesso argomento ma con approcci diversi.

Dell’ebook "Il lavoro che fa per te" ho trovato molto utile la sezione dedicata al controllo dello stress durante il colloquio. Di grande beneficio per le persone come me, emotive, per evitare di farsi prendere dall’ansia da prestazione.

Il video corso "Come trovare il lavoro che vuoi" è un video traning 4 ore che si scarica subito. Mi hanno molto copito la possibilità di farsi correggere il curriculum da un esperto ( e ti assicuro che la differenza è notevole) e la possibilità di fare domande via email all’autore.

La crisi economica può essere un’opportunità se usi gli strumenti giusti. Fatti trovare preparato e prenditi il lavoro che desideri e che ti meriti.


Se vuoi lasciare un tuo commento sarà molto gradito. Se preferisci scrivermi puoi farlo a davide@vitadaimpiegati.com

Guarda l’orso diritto negli occhi.

Voglio fare una premessa prima di iniziare questo post: ho deciso di scrivere tutto il blog rivolgendomi a chi legge dando del tu. Questo atteggiamento è tipico degli esperti che dispensano i loro insdiscutibili consigli. Non è il mio caso. Scrivo dando del tu a me stesso. Quando mi rileggo voglio ritrovare le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere e credere in ciò che dico. Se poi salta fuori qualche idea utile anche per chi legge, tanto meglio.

Negli ultimi tempi sento molto parlare di  Legge di Attrazione ,( puoi trovare del buon materiale qui, ed un ottimo ebook sull’argomento qui ) ; l’idea di base è che se focalizzi i tuoi pensieri su una cosa particolare che desideri ottenere, questa cosa presto ti si materializzerà. Focalizzati sul  successo e attirerai  successo , focalizzati sulla spazzatura ed attirerai spazzatura. Per esperienza personale posso dire che la legge di attrazione funziona, ma non ha nulla a che vedere con magia o forze sovrannaturali. Per capire il  motivo guarda questo video.

incorporato da Embedded Video


L’orso che fa il passo moonwalking rappresenta tutte le opportunità per realizzare i tuoi sogni che ogni giorno ti passano davanti agli occhi. Perchè non l’hai mai visto? Probabilmente perchè sei troppo impegnato nella routine della tua vita d’ufficio, tra email spazzatura, sterili discussioni con colleghi e capi, mille compiti poco rilevanti che fai solo per sentirti indaffarato, e infine sei troppo impegnato a fare la lista dei motivi per cui non riesci ad avere il successo che desideri.

Comincia da oggi a focalizzarti, a guardare dritto negli occhi il tuo orso ballerino.

Naturalmente se vuoi farmi sapere cosa ne pensi a riguardo, i tuoi commenti sono graditissimi!

L’ambiente di lavoro ideale ? Parti da te stesso.

L’ ufficio deve necessariamente essere un luogo sterile fatto da persone stressate, annoiate o peggio ancora subdole ed arriviste?

L’ambizione e il rifiuto della mediocrità non possono andare a braccetto con parole come "etica" , "amore", "lealtà" ?

Queste domande trovano risposta nel progetto ManagerZen, in cui prende forma una nuova visione della cultura aziendale. 

Mi ha molto colpito il  "Manifesto del manager zen" tratto dal sito Managerzen.it, e ringrazio Federica Ghetti, ideatrice e presidente del progetto per la sua disponibilità.

Ricorda che "Manager" non è solo un termine che indica una posizione gerarchica in azienda.

Siamo tutti Manager di noi stessi, nel lavoro e nella vita. Spetta a te decidere se vuoi essere un po’ zen…

Un Manager Zen…

Ama il suo lavoro
Lo sa fare bene
Non è il migliore… e non vuole esserlo
Ha sufficiente fiducia in se stesso
La logica del "vincente" lo fa sorridere
E’ aperto agli altri
Si mette in gioco
Ha delle idee
Non è "furbo"…potrebbe farlo
Non è "politico"… potrebbe farlo
Non è arrogante… non potrebbe farlo
Crede in qualcosa
Ha dignità
E’ affidabile
E’ spontaneo
E’ tenace
Medita
Ascolta la "pancia"…
Non si prende troppo sul serio
E’ se stesso
Trasmette fiducia
E’ leale
Non cerca solo soldi e carriera
Si mette in discussione
Non esegue ordini a occhi chiusi
E’ umano
Non è il potere che gli da forza…ma la sua forza che gli da potere
Sta allo scherzo
Ha il suo ritmo…
Ogni tanto sogna
Si coinvolge e sa coinvolgere
Ammette gli errori, anche se gli può costare
Ogni tanto si ricorda di fermarsi e di guardare dove sta andando
E’ attento agli altri: ascolta…o almeno ci prova
E’ solidale
Ha sempre voglia di imparare
Cerca di abbattere i suoi pregiudizi
Ama la libertà
Probabilmente ama viaggiare
Probabilmente ha interessi culturali
Non esclude il volontariato o il supporto a progetti di solidarietà
Guarda avanti…e anche di fianco
Si assume la responsabilità delle sue azioni
Rispetta gli altri e le idee degli altri
Chiede rispetto
E’ sensibile
E’ positivo
Immagina un mondo migliore…

 

Superare la crisi economica in 5 minuti (ancora)

Iniziare un anno in queste condizioni può essere frustrante. Inizio anno è il momento in cui con grande entusiasmo dovremmo fissare nuovi esaltanti obiettivi futuri, invece ci ritroviamo le ali tarpate da tante sirene che escono da tv, giornali, radio, web, amici al bar.

Prima o poi nella vita tutti abbiamo trovato qualcuno che ha provato, in buona o cattiva fede, a farci credere che non eravamo abbastanza in gamba per realizzare ciò che avevamo in mente o che non era il momento adatto per mettersi a sognare. Ora succede esattamente la stessa cosa, è stato deciso che il 2009 sarà un anno economicamente apocalittico, quindi tutti con il culo ben ancorato alla propria sedia, e niente grilli per la testa…

Non si possono tarpare le ali ai sognatori, ai visionari, a chi come noi vuole cambiare, crescere, realizzare.

In questo video ho trovato molta ispirazione e motivazione. Non ho trovato una traduzione in italiano, ma è abbastanza comprensibile per chi conosce un po’ l’inglese, in ogni caso uso la traduzione fatta dal grande Marco De Veglia uno dei miei "guru" preferiti. Grazie Marco. 

 

Sono John Harricharan e vi voglio parlare di una persona che è stata molto importante nella mia vita, il prof. Petersen.

Mi ero iscritto al suo corso di Scrittura Creativa perché mi piaceva scrivere e lo trovai eccezionale fin dal primo giorno. “Nel mio corso niente compiti, niente interrogazioni, dovrete solo scrivere un saggio finale di 20 pagine”. Pensai subito “Questo è un A [massimo voto] assicurato!”

Il giorno che uscirono i voti andai tranquillo a vedere i risultati. Chimica: A. Matematica: A. Fisica: A. C’era un’unica lista di A sui miei voti. Scrittura Creativa: D.

“Ah, certo, il vecchio Petersen ieri sera era stanco e ha scambiato i voti con uno che prende D. Io sono uno da A. Vado a chiarire la cosa”.

Così vado dal Prof. Petersen e gli dico che chiaramente si è sbagliato. “Come si chiama lei? Harricharan? Ah sì. Che facoltà ha scelto?”.”Chimica” rispondo. “Bene, rimanga sulla chimica. Volevo darle un F [voto più basso possibile] ma mi dispiaceva troppo per lei e cosi’ le ho dato D”.

Molti anni dopo, la vita mi aveva dato tante gioie e dolori, entro in una libreria, un posto che frequento spesso e vedo una enorme calca di gente. “Ci sarà sicuramente un libro di successo, vediamo di che si tratta”

Quando puoi camminare sull’acqua, prendi la barca

era il titolo di quel libro dalla copertina gialla, che attirava quella folla e le recensioni entusiastiche dei principali giornali. E c’era il mio nome come autore su quel libro.

Così ne comprai una copia, montai in macchina, entrai in casa, andai sul retro e nella luce del tramonto, tenendo alto il libro sopra di me urlai “Professor Peterseeen! Guardi qui! Questo è il libro che ho scritto!”.

E’ importante che ognuno di noi trovi il suo professor Petersen, una persona che ti dice che non puoi fare una cosa, che non è per te. E allora puoi crederci, ascoltare quella persona e non arrivare a niente. Oppure puoi credere che quella persona si sbagli e credere in te. E trasformare i tuoi sogni in realtà.

E la seconda storia riguarda i famosi cinque minuti del titolo di questo post.

Dopo la battaglia di Waterloo i generali andarono da Napoleone a chiedergli perché avessero perso quella battaglia decisiva contro gli inglesi.

Gli inglesi avevano combattuto meglio? No, rispose Napoleone.

Gli inglesi avevano un esercito meglio addestrato? No.

Gli inglesi avevano un esercito più grosso? No, rispose l’imperatore.

Gli inglesi hanno fatto solo una cosa in più di noi: hanno combattuto per 5 minuti più di noi.

Ecco la mia ricetta contro la crisi economica: battiti per i tuoi sogni, mettici anima e corpo e nel momento in cui credi di essere arrivato, proprio allora dovrai batterti per altri 5 minuti. Ancora. 

Buon anno.

 incorporato da Embedded Video





 

Il blocco del server in ufficio

L’evento più catastrofico che possa capitare nell’ambiente ufficio è il blocco del server, secondo solo al blackout totale della linea elettrica.

Quando il Sig.Tecnico Hardware entra nella misteriosa sala macchine con la sua valigetta in simil-carbonio, gli impiegati cominciano a tremare. "Ma ci blocca tutti?" , "Posso usare Internet?" , "Quanto tempo durerà il blocco?" " E le email?" , " E il telefono?", "E posso usare Word, Excel, Access?"  (ma chi ha mai usato Access?).
Uno strisciante nervosismo si insinua tra le scrivanie, i volti sono tesi, ci si aspetta il peggio, soprattutto ci si chiede: " che c***o faccio adesso?".
L’ora X arriva, siamo costretti a fare il log-off, e ci ritroviamo d’un tratto esclusi dal nostro mondo di email, internet, programma gestionale, ci troviamo di fronte ad un improbabile sfondo desktop che ci guarda senza dirci nulla. Siamo in "locale", un concetto sorpassato e inafferrabile per la nostra generazione globalizzata/delocalizzata/interconnessa. E che cavolo ci faccio in "locale"? Il mio pc non ha nemmeno campo minato… maledizione.
 
Sono passati tre minuti off-line , e si iniziano a vedere i primi sintomi di astinenza.

Alcuni colleghi partono per il lungo cammino verso la macchina del caffè con la stessa espressione di penitenza di chi va a Santiago de Compostela. In fondo, pensano, che altro posso fare senza pc? Guardo le loro scrivanie sommerse di scartoffie, e poi guardo la mia su cui si potrebbe giocare a ping pong e ad un tratto provo invidia per il loro disordine, almeno ora possono usare questo tempo per riordinare.

Invece niente, non spostano un foglio di carta manco a pagarli, d’un tratto capisco che quel mucchio di carte è legata a quella logica per cui la produttività di un impiegato è direttamente proporzionale alla quantità di carta che ha sopra la scrivania. Io per contro sono spesso bersaglio di facili ironie del tipo " guarda che scrivania pulita, non hai niente da fare eh!".


Il mio vicino di scrivania ora è davvero nervoso, cerca disperatamente il solitario o qualche altro gioco sul pc, ma niente. Ad un tratto vede nel monitor di un altro collega il pinball e fa un salto sulla sedia, "Che culo , ha il flipper! " . Allora non trova niente di meglio da fare che mangiarsi le unghie. 
 
E io? Proprio io che ho sottotitolato questo blog "fuga dalla mediocrità di una vita da impiegato" cosa faccio? Non posso certo adeguarmi a questo clima. Sono tentato dalla pausa caffè ma poi decido di dimostrare a me stesso di essere migliore dell’impiegato medio. Per fortuna tengo sempre un libro nel cassetto della mia scrivania. Lo prendo in mano, lo apro, inizio a leggere.

Dopo un’ora e mezza possiamo ritornare nel nostro mondo on line. Un ‘ora e mezza di tempo ben sfruttato.

 

Pausa pranzo da sfruttare in modo intelligente

Sei consapevole dell’importanza di continuare a crescere,  imparare nuove cose per poter raggiungere i tuoi obiettivi?

Ok, ammettiamo che hai deciso qual’è l’area, l’argomento in cui ti vuoi specializzare, ammettiamo che hai trovato del buon materiale a riguardo (libri, blog, ebook, seminari, audiolibri, videocorsi…) .

Rimane il problema del tempo.

Tra il lavoro, la famiglia , il traffico e magari un hobby, ma dove lo trovo il tempo da dedicare allo studio?

 Esistono almeno tre modi per ricavarsi un po’ di tempo utile.

 1 Approfondire un argomento grazie ad internet sfruttando le pause in ufficio. Ho già spiegato come fare nel video bonus che hai ricevuto in email (se non lo hai ricevuto compila il form a destra dello schermo).

 2 Un taglio netto alla televisione e a tutte le attività "mangiatempo".

 3 Sfruttare la pausa pranzo.

Ecco alcuni consigli grazie ai quali la pausa pranzo può diventare il momento più importante della tua giornata :

Prenditi un impegno preciso con la tua crescita.

 E’ importante che fissi dei giorni prestabiliti in cui sacrificare la pausa pranzo per dedicarti allo studio. Dire a se stessi " ogni martedì e giovedì mi impegno a studiare" è più efficace del dire "un paio di giorni a settimana vedrò di studiare". Fai una promessa chiara a te stesso e sarà più facile rispettarla. Ti consiglio però di non esagerare con la tua buona volontà. Passare la pausa pranzo su un libro o un pc equivale a non staccare la spina, comporta sacrificio e disciplina. Quindi comincia con uno o due giorni e poi decidi se e quanto aumentare l’impegno.

 Mangia qualcosa di veloce ma sano.

Il tuo pasto deve essere necessariamente veloce, ma non per questo non deve essere sano. Se opti per un panino evita salse o troppi condimenti, meglio se ti porti una pasta da casa con uno scaldavivande, certo non è come essere al ristorante ma almeno mangi qualcosa di caldo.

 Scegli il luogo giusto per concentrarti

Il posto in cui passare la tua oretta di studio dipende molto dalle circostanze, potresti restare nella tua auto (magari spostarti in un luogo tranquillo fuori dal traffico vicino alla tua azienda), oppure se sei fortunato in un parco all’aperto, oppure in locale tipo un baretto tranquillo. Puoi anche decidere di restare in ufficio l’importante è che tu ti possa concentrare su ciò che leggi.

Gli strumenti giusti per lo studio e la crescita.

Libri prima di tutto. Il buon vecchio libro economico e trasportabile. Si trovano libi su tutto le materie possibili e immaginabili, soprattutto nelle librerie online. Tra le tante esistenti ti segnalo il giardino dei libri, oppure per i libri in inglese amazon.com.

Ebook. Anche in Italia stà crescendo la diffusione di questo strumento. Rispetto ad un libro tradizionale l’ebook ha il vantaggio di contenere materiale freschissimo e aggiornato su temi che spesso ritroviamo in libreria solo dopo mesi. Inoltre il download è immediato e spesso ti da la possibilità di ricevere aggiornamenti sull’argomento o di porre domande all’autore grazie alla newsletter. In italia il primo editore di ebook è Giacomo Bruno di autostima.net che propone un catalogo vastissimo e in continua crescita di ebook su un sacco di temi che vanno dal miglioramento personale, alla crescita professionale fino al benessere fisico e spirituale.

Internet: se la materia che vuoi approfondire richiede del lavoro al computer, usa il portatile , se hai bisogno di internet puoi usare una chiavetta UMTS. Personalmente uso Vodafone da oltre un anno e mi trovo bene.

 Non solo studio.

La crescita personale passa anche da un’attività fisica costante. Se hai la possibilità di fare una doccia in azienda, portati un paio di scarpe, pantaloncini e maglietta e fatti una corsa durante la pausa. Riprenderai il lavoro scarico da stress ma carico di entusiasmo e motivazione.

 

E tu come passi la tua pausa pranzo?